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ESPERIENZA CON ALTRE ENTITA'

By Hallaen

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26/08/03

Ho viaggiato in un mezzo non comune alle nostre macchine, è stato chiamato da Rancante " Mezzo Spazio Temporale".
Questo mezzo dall'apparenza meno bella delle nostre auto, era simile per definizione, a mezzi visti nei film di fantascienza, e comunque simile a una scatola spaziosa di un materiale-metallo o non so come definirlo, non del tipo come i nostri metalli, aveva anche degli oblò o meglio dei finestrini che davano spazio per vedere all'esterno.
L'interno del mezzo era molto ampio e permetteva agli occupanti di potersi muovere al suo interno comodamente, camminando o altro.
Le due estremità del mezzo erano simili a delle cabine di pilotaggio, difatti erano dei punti di conduttura del mezzo; le punte o cabine di pilotaggio erano completamente trasparenti e quindi permettevano la completa visibilità dall'interno all'esterno.
Però, pur essendoci due parti con cabine di pilotaggio, nessuno conduceva il mezzo, bensì era lui stesso a portare avanti chi era all'interno quindi aveva (il mezzo) degli ideogrammi  impostati, ma poteva anche essere condotto da un guidatore oltre i programmi di viaggio già impostati.
Guardando verso uno dei finestrini che si trovavano alla mia destra, ho visto all'esterno, e che sorpassava il mezzo su cui stavo viaggiando, un altro mezzo, avente le stesse caratteristiche di quello su cui ero io, però l'altro a differenza di quello su cui ero io, non aveva dei finestrini che davano dall'interno all'esterno. Era circa delle stesse dimensioni e quello che mi balzò molto alla vista era la parte metallica (lo era?) della scatola-mezzo, e mi disse Rancante di osservare bene la parte di metallo o meglio il materiale della carrozzeria, difatti osservandolo attentamente (anche se di corsa, dato che il mezzo correva ad altissima velocità), notai che la parte metallica era incisa con dei simboli, tipo dei cerchietti della forma e dimensione circa come una moneta, ed all'interno di questi cerchi vi erano come dei raggi che partivano tutti dal centro del cerchio, notai anche che la superficie di questa parte metallica era non un'unica lastra, ma la lastra era formata da tutti questi ideogrammi ossia i cerchi uniti l'uno attaccato all'altro ad essere un tutto uno, le parti interne al cerchio ossia i raggi, portavano in esterno molta luce riflettente: erano molto lucenti.
Il mezzo ci sorpassò.
Tutto questo accadeva mentre osservavo con interesse, e cercavo di capire, ed anche se non erano concetti e cose a me note e/o chiare, riuscivo ad avere notizia di come erano in effetti le cose che vedevo, poiché me ne dava conoscenza Rancante.
Premetto che il mezzo su cui ero, viaggiava ad altissima velocità, senza disturbi e sobbalzi di alcun tipo, procedendo nel viaggio mi resi conto che il velivolo viaggiava sollevato da terra, era sospeso a mezz'aria, (ed anche se non viaggiava molto in alto come potrebbe fare  un aereo) a circa tre, quattro o cinque metri dal terreno.
Ad un tratto il velivolo diminuì la sua andatura, avvicinandosi ad un punto dove i filari delle viti erano meno ravvicinati, ed anche se erano solo esteriorità, notai subito un'anomalia.
La cosa "anomala", era data dalla visuale della parte di una gamba d'abito da uomo, meglio ancora, non ero certa che fosse un vecchio vestito, iniziai a sondare in me, per capire cosa avevo visto, dato che in quel luogo così distante dalla visuale di chi "forse" avrebbe scoperto quel luogo, in quanto era un posto molto ampio, immenso, non visibile, secondo me nascosto, e non raggiungibile, in definitiva era un  luogo che non potrebbe essere benissimo stato mai visto da alcun essere umano, perché troppo ampio e troppo lontano.
Questo immenso terreno, era del tutto isolato e sconosciuto per poter essere raggiungibile.
Comunque mi imparuii, l'abito mi fece venire dei dubbi, era anche simile a dei pezzi di essere umano, sarebbe potuto essere stato anche un cadavere, il corpo di qualche sconosciuto ucciso da chissà chi, e lì abbandonato senza preoccuparsi di doverlo occultare, tanto il luogo non poteva essere visto e raggiunto da nessuno.
"Ma allora", mi domandai: "Allora non è così irraggiungibile questo posto, allora data l'ampiezza e l'irraggiungibilità del luogo è stato semplice per qualcuno, che ha avuto intenzioni non buone, gettarvi un cadavere, tanto mai nessuno si sarebbe addentrato in questo immenso spazio infinito, fatto di filari di viti d'uva "forse non coltivati mai da nessuno", cresciuti naturalmente da soli.
Osservando quei resti dall'alto del posto che occupavo e avendo da quella visuale ben visibile lo spazio sottostante, intravidi ancora altre parti di abiti, però tutti questi abiti erano composti nel loro essere adagiati nella terra nuda, sembrava che qualcuno si fosse tolto il vestito ed avesse deposto l'abito in maniera delicata nel terreno, adagiandoveli ordinatamente.
Mi sentivo alquanto spaventata oltre che in confusione, non potevo riconoscere ancora bene cosa fossero quegli aspetti lì sotto di me, e cosa rappresentassero quelle parti di abiti, notando ancora mi resi bene conto che non erano abiti e nulla più, ma erano abiti con all'interno un corpo inanimato senza vita.
Tutto mi fece spavento, troppo spavento, notare l'abito sia anche soltanto un vestito non semplicemente abbandonato, bensì occultato nel posto abbastanza distante dalla popolazione, per permettermi di dare una piccola e delicata dichiarazione, ossia che erano state uccise delle persone e gettate in un luogo lontano da tutti sconosciuto.
Poi non altro progetto avevo intravisto, ma ebbi un alta disposizione di visuale, ossia che i vestiti erano occupati da un corpo interno, poi, che gli abiti erano tutti abiti di un certo rigore di esperienza vissuta, personaggi di un certo ceto sociale,  impiegati, persone di spicco, erano abiti con camicia, cravatta, giacca e persino a volte un cappello nelle vicinanze ad indicarmi che erano anche provvisti di cappello.
Tutti sullo stesso stile.
Procedendo a piccoli passetti ,  il velivolo si fermò proprio al di sopra di una scena orrenda, una immagine vissuta, dove vedevo in quel momento sotto di me, delle persone sedute su di un mezzo, tipico particolare di passeggeri di un pulman, tutti erano seduti in fila l'uno dietro l'altro compostamente, nessuno era disordinato, tutto era perfetto e statico, immobile, fermo.
L'orrenda visuale mi fece conoscere che anche in quelle persone vi era stata la morte fisica, nessuno era vivo, tutti era privi di anima.
Però tutto era strano, aleggiava un silenzio tombale, brutto, più triste del cimitero stesso.
Nell'apparire in me la percezione del pulman, capii che però la figura del mezzo non era presente, mentre le persone erano state situate un giorno certamente nel pulman che le stava portando in un posto comune a loro volta.
Tutti erano stratificati dalla permanenza della parte corporea fissa nel terreno, nessuno era portato a stare attivo, nulla era vistosamente attivo, nulla era vivo, tutti erano fissi in un attività sconcertante: La volontà di essere tranquilli, e dove nessuno si era mai accorto di ciò che stava per accadere, o forse che sarebbe successo, tutti erano tranquilli, visibilmente attenti alle loro vicissitudini della vita nel pulman, che leggeva il giornale, che guardava all'esterno, però erano tutti composti e seduti ordinatamente.
Non vederci però il mezzo, in quel posto mi sconcertò forse più della vista di quei corpi inattivi, dovevo conoscere che cosa era successo in quella zona, cosa è stato fatto a quelle persone, e come mai nessuno ha subito dei traumi interno o esterni, delle sofferenze, dei volti differenti, di chi nota anche che gli è successo un incidente, nulla tutto tranquillo e nulla è mai cambiato nella vita di quelle persone in quel momento della loro morte corporea.
Però la visuale di quei corpi senza energia, terminava in quel punto, tutto finiva e tutto iniziava in quel punto, in quello spazio, in quella parte di terreno, dove le viti si allargavano, e dove formavano come un piccolo spazio, uno spiazzo.
Più in là, nulla più.
La visuale affermò altre particolarità, notavo che le persone pur essendo inattive,e quindi delle vite spente, non erano decomposte nel corpo, tutto in loro era perfetto, statico, fermo a quel momento; altro particolare interessante, "anche se orribile", era che tutte queste figure di corpi non avevano spessore, erano simile ad una pagina di giornale, tutti questi corpi erano fermi nella stesura di un foglio, nulla era come una corpo naturalmente organico come siamo infatti.

Pensiamoci a questo viaggio a cui Rancante ha voluto che io partecipassi, queste cose per noi orrende e per me almeno non comprensibili. Portandomi a viaggiare nello Spazio di altre dimensioni, tutto è potuto essere e tutto è, poiché noi non siamo soli in questo mondo, bensì esseri con corpi come i nostri girano nel nostro pianeta, sono esseri  che entrano ed escono dagli abiti che si sono loro stessi generati, le apparenze che si sono voluti dare, sono simulazioni di un corpo, espressione dell'essere umano, nessuno di loro però è apparentemente ed internamente come voi, tutto sono diversi dall'essere uomo, nulla li potrà far mai essere come l'uomo, l'animane, il vivo essere umano.
Però hanno spesso il desiderio di condurre e condursi a vedersi in questi aspetti e non soltanto per conoscerne la vita, bensì anche per esserne parte.
La volontà del loro mondo non porterebbe il nostro spazio in quel loro mondo, poiché noi essere umani, siamo simili al mondo delle stelle, siamo soltanto essere conoscenti in terra e non altro, portatori di verità terrene e non altro.
Però loro verrebbero volentieri a vederti andare in bicicletta a perdere il vestito per prendersi un appesantito abito dove il loro progetto porterebbe il vero essere in atterramento.
Nulla verrà mai negato al chi è un sentimento amore, diretto dal dio dell'essere umano, però attenzione nulla è mai libero di sentirsi libero se non si è mai liberi di sentirsi se stessi appartenendo anche ad un apparenza diversa.
Per questo loro appartenendo ad un'apparenza diversa non potrebbero dire o dare e fare nulla di diverso di chi è molto diverso, e poiché nulla può esistere senza la materia, loro stessi hanno generato materia corporea anche se soltanto in esteriorità, e non porteranno altro che la sembianza, ma nel mondo interno non sono voi, I corpi simulano i corpi.
Attenzione però a voi corpi veri, fate bene il vostro esposto, poiché il vostro esposto è unico e non riproponibile ad altre specie.
 

 


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